Attrezzature per solarium

-Testo tratto da “La parola all’esperto”
L’ABBRONZATURA INFORMA n.3 marzo 2008


Apparecchiature UV: tutto è cambiato!

Con nostro immenso stupore si leggono ancora articoli, pubblicati su note riviste di settore il cui contenuto nega ogni possibile
cambiamento delle direttive sui solarium, creando confusione fra ciò che è una direttiva e normativa.
Partendo dal presupposto che il nostro giornale è nato con l’unico scopo di mettere chiarezza nell’ambito di questo tema, in questo
numero, con nostro immenso dispiacere, dovremo ripetere concetti già ampiamente espressi con l’augurio che questo possa
definitivamente eliminare qualsiasi dubbio tra gli operatori di settore.


Si è fatto un gran parlare delle “nuove normative” riguardanti le apparecchiature abbronzanti e tante sono le richieste di chiarimento
da parte dei nostri lettori. Cosa c’è di vero?

Ad oggi e nei mesi scorsi si è fatta troppa confusione e si è dato spazio ad imprenditori anziché a tecnici, confondendo il significato e l’obbligo di applicazione tra direttive e normative. Chiariamo innanzi tutto la differenza tra normativa e direttiva comunitaria: quando si parla di direttiva la legge impone il rispetto del contenuto a tutti i membri della comunità europea, indipendentemente dalla lingua in cui è stata redatta e dal fatto che venga o meno modificato il testo della normativa di riferimento. In altre parole, la normativa potrà essere revisionata successivamente, ma comunque permane la priorità della direttiva rispetto alla normativa e l ’obbligo del rispetto della stessa.
Quando si parla di normativa, nell’ambito dei solarium, ci si riferisce alla norma EN 60335-2-27 in vigore in Italia e nel resto dell’Europa. Tra i vari punti trattati, questa norma suddivide i solarium in classi di appartenenza o, più precisamente, in funzione alla percentuale d’irradianza efficace, nel campo sia degli UVA che degli UVB. A scanso di ogni equivoco, riporto (nella pagina a fianco) la tabella 101 contenuta nel testo integrale della norma EN 60335-2-27. Gli apparecchi UV TIPO 1 e UV TIPO 2 sono destinati ad essere utilizzati nei centri d’abbronzatura, nei saloni di bellezza e in strutture similari, sotto la supervisione di persone adeguatamente addestrate (come riportato nel punto 6.101 della EN 60335-2-27) Vorrei sottolineare che nell’allegato ZB della norma stessa, al punto 32.101, il testo recita quanto di seguito:
“SPAGNA (Decreto regio 1002/2002 del 27 settembre)
Gli utilizzatori di apparecchi UV per uso domestico e similare, come degli apparecchi destinati a essere utilizzati nei centri
per l’abbronzatura, nei saloni di bellezza e in strutture simili, non possono essere esposti a raggi ultravioletti con:
a) irradianza efficace superiore a 0,3W/m²;
b) lunghezze d’onda inferiori a 295 nm."
È evidente pertanto che già dal 2002, per esempio in Spagna, esiste l’obbligo di rispettare il parametro d’irradianza efficace inferiore a 0,3W/m². Parlando invece di direttive, nel caso dei solarium, in Europa la direttiva di riferimento è la LVD 2006/95 CE ex 73/23 CE (LVD in inglese significa direttiva a bassa tensione), alla quale si aggiunge una precedente raccomandazione pubblicata dalla LVD il 22 Gennaio 2007 e diventata obbligatoria 6 mesi dopo la pubblicazione, ossia il 23 Luglio 2007.
A scanso di equivoci riportiamo, nel riquadro sotto, un estratto della pubblicazione, reperibile anche in internet all’indirizzo:
http://ec.europa.eu/enterprise/electr_equipment/lv/guides/index.htm

Questo significa che un solarium per essere venduto deve essere “marcato CE”; per la marcatura le regole o linee guida sono definite, per queste applicazioni, dalla direttiva LVD 2006/95/CE ex 73/23/CE, e quindi devono rispettare anche il limite d’irradianza efficace inferiore a 0,3W/m².

È possibile tracciare un ipotetico “scenario” futuro?
Una cosa certa è che l’obbligo del rispetto del limite d’irradianza efficace inferiore a 0,3W/m² è unicamente quello di tutelare il consumatore e non certo l’industria dell’abbronzatura artificiale, per cui con l’entrata in vigore di questo limite si presume che ci sarà una sensibilizzazione e una maggiore attenzione.

Quali danni hanno arrecato queste continue e allarmistiche comunicazioni nei vari comparti dell’abbronzatura indoor?
Sicuramente hanno arrecato un danno economico, ma per etica ritengo più importante concentrarmi sulla salute delle persone, che sull’andamento del mercato dell’industria dell’abbronzatura. La mia speranza è che questa volta, avendo prodotto abbondante documentazione a riguardo, non esistano più dubbi sull’infondatezza delle mie affermazioni. Inoltre chi volesse comunque approfondire l’argomento può consultare l’inserto gratuito, allegato a questo periodico, dal titolo “Le regole del gioco - Apparecchiature abbronzanti”, nel quale ho approfondito il tema.

MATERIALE ELETTRICO - DIRETTIVE BASSA TENSIONE (LVD)

Al 18° incontro del LVD l’ Administrative Co-operation working group (ADCO) a Brussels il 14 novembre 2006 i membri degli Stati presenti hanno acconsentito all’unanimità il seguente:
-Il Comitato Scientifico sui Prodotti del Consumatore (SCCP) : Opinioni relative a “Effetti biologici delle irradiazioni ultraviolette relativi alla salute con particolari riferimenti ai lettini solari per scopi cosmetici” rappresenta la base per una buona pratica ingegneristica in Europa in relazione agli argomenti relativi alla sicurezza per tali prodotti.
-La raccomandazione diventa obbligatoria sei mesi dopo la pubblicazione di questa Dichiarazione.
-Il massimo valore sull’eritema dell’ irradianza non deve eccedere 11 SED/h (0,3W/m²).


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